
La Facoltà filologico-letteraria nata nel 1860, dopo l'unità nazionale, al posto delle facoltà teologiche dell'Università pontificia ha articolato i propri corsi, fino a tempi recenti, nei settori più tradizionali delle discipline letterarie (lingue antiche e moderne), delle scienze filosofiche, di quelle storiche e storico-artistiche.
Illustri protagonisti della vita culturale italiana ne hanno fatto parte, assumendone a volte anche la guida; fra i professori vanno ricordati Giosuè Carducci (che della Facoltà fu anche Preside), Giovanni Pascoli, Giuseppe Albini, Pericle Ducati, Felice Battaglia, Giovan Battista Pighi, Rodolfo Mondolfo, Francesco Arcangeli, Luigi Heilmann, per citare solo alcuni dei più noti studiosi del passato.
Dalla Facoltà sono derivate, in tempi più recenti e col mutare della legislazione universitaria, alcune altre aggregazioni: negli anni Cinquanta la Facoltà di Magistero (trasformatasi poi in Scienze della Formazione) e successivamente, nel 1995, quelle di Lingue e Letterature Straniere e di Conservazione dei Beni Culturali, a Ravenna, derivata da un omofono Corso di Laurea della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Alla Facoltà fanno capo la Scuola Superiore di Giornalismo e la Scuola Superiore di Studi Umanistici entrambe di alto prestigio culturale.
I molti rapporti internazionali che fanno capo ai Corsi di Laurea della Facoltà offrono agli studenti l'opportunità di trascorrere periodi di studio all'estero pienamente integrati e riconosciuti.
La Facoltà crea figure professionali specifiche e nel contempo abbastanza flessibili per entrare in ambiti lavorativi diversi.
Il corpo docente, unitamente a personalità italiane e straniere di fama internazionale, contribuisce all'elevato livello didattico e scientifico che continua a contraddistinguere nel tempo la Facoltà di Lettere e Filosofia.